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Come abbiamo visto nell'articolo sul budgeting, l'analisi degli scostamenti (o variance analysis) è il momento della verità nel Controllo di Gestione (CdG). Se il budget rappresenta la rotta pianificata, l'analisi degli scostamenti è il radar che ci dice se siamo fuori percorso e, soprattutto, perché.
Per una PMI, non è sufficiente sapere che il profitto è inferiore alle attese; è vitale distinguere se la causa sia un calo delle vendite, un aumento dei prezzi delle materie prime o un'inefficienza interna nei processi gestionali ed organizzativi.
Chiaramente l'analisi degli scostamenti varia a seconda del settore di attività, perché un'azienda di commercio all'ingrosso ha esigenze diverse da un'impresa che opera nel, commercio al minuto ed e-commerce, o rispetto ad un società di servizi alle imprese e gestioni cantieri, oppure ancora da un'azienda che effettua produzione su commessa.
Il limite di molti sistemi contabili tradizionali è il confronto tra il budget statico (ossia come impostato in sede di pianificazione) ed il consuntivo. Questo approccio è spesso fuorviante: se si è venduto meno del previsto, è ovvio che si avrà un minor consumo di merce o di materie prime e, più in generale, di tutti i costi variabili.
Per questo motivo affronto l'analisi degli scostamenti introducendo il concetto di budget flessibile: in poche parole nella prima fase dell'analisi si ricalcolano i costi variabili in funzione dei volumi di vendita effettivamente realizzati. Solo così è infatti possibile focalizzare l'impostazione dei dati previsionali e se necessario aggiornarla, affinché sia il più possibile aderente alla realtà aziendale, distinguendo quelle che sono invece semplici variazioni logiche dovute all'entità di ricavi diversi rispetto alla pianificazione (questo punto ovviamente è fondamentale e va valutato a parte, ma non c'entra con la struttura tecnica utilizzata nel forecasting).
Identifichiamo insieme l'origine esatta dello scostamento per intervenire subito.
Richiesta infoL'approccio a due livelli funge pertanto da vero e proprio "stress test" del modello aziendale, perché permette di distinguere due concetti fondamentali, la stima dei ricavi (che è sempre la più aleatoria e difficile da prevedere) riseptto alla robustezza del metodo di calcolo.
In poche parole, se si vende di meno, è normale che il costo della merce (e degli altri costi variabili) scenda. E viceversa se le vendite sono maggiori delle previsioni. Ma se ricalibrando i costi ai ricavi effettivi ci troviamo ancora di fronte a scostamenti importanti, significa che il modello di calcolo, ed in particolare la classificazione dei costi fissi e variabili, è ancora da affinare.
In questa fase si sostituiscono semplicemente nel budget i ricavi previsti con quelli effettivamente conseguiti, mantenendo invariati gli indici di costo e i costi fissi pianificati.
Il valore di questo test: se il risultato economico di questa simulazione differisce drasticamente dal consuntivo reale, abbiamo la prova certa che l'errore non è (solo) nella stima delle vendite, ma nella nostra struttura di costo o nella classificazione dei costi fissi e variabili e quindi è necessario rivedere ed affinare il processo di previsione.
Una volta validata la struttura, si scende nel dettaglio analitico per individuare le cause, ad esempio:
L'analisi degli scostamenti non è un esercizio accademico, ma una guida per potere assumere decisioni immediate. Grazie a questa analisi è possibile ad esempio decidere se:
In questo percorso di analizi aziendale l'utilizzo di strumenti di reportistica personalizzata e di dashboard ed indici KPI realizzati su misura rende molto più immediato l'analisi dei dati e degli scostamenti rispetto alle previsioni.
Analizziamo insieme gli scostamenti per riportare l'azienda in carreggiata.
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